ps4 Pro vs xbox One x

L’avvento delle festività natalizie, per il videogiocatore modello, non rappresenta solo la scusa perfetta per ampliare ulteriormente il proprio catalogo di giochi, posizionando sotto l’alberello tutti quei titoli che mancano alla sua collezione, ma è anche il momento in cui si iniziano a tirare le somme dell’anno appena trascorso, e si comincia a guardare verso il futuro. Sebbene le voci di corridoio sull’esistenza di nuovi hardware si facciano ogni giorno più insistenti (ci riferiamo soprattutto alla possibile uscita della PS5 nel corso del 2019), è indubbio che le attuali generazioni abbiano ancora in serbo molte sorprese per i propri accoliti: se non avete ancora avuto l’opportunità di entrare nel magico reame di Sony e Microsoft, o se siete intenzionati a comprare le versioni potenziate di PlayStation 4 ed Xbox One, forse non c’è momento migliore per farlo. Forti di un parco software parecchio nutrito, delle varie offerte di Natale e delle sostanziose line up che ci attendono nel 2019, questa potrebbe essere un’ottima occasione in cui compiere un piccolo investimento per l’avvenire videoludico. 

Scegliere tra PS4 PRO ed Xbox One X al giorno d’oggi è una questione legata alle esigenze degli utenti, non alle tifoserie o alle bandiere dei fanboy. Come evidenziato Phil SpencerShawn Layden Reggie Fils-Aime (altrimenti noto come “Il terzetto delle Meraviglie“) sul palco degli ultimi The Game Awards, il tempo della console war è ormai finito, e non intendiamo certo riaprire le ostilità: quello che ci preme sottolineare, piuttosto, è quanto diverse siano le strategie dell’azienda americana e di quella giapponese, capaci di adattarsi a differenti tipologie di pubblico. Pertanto, abbiamo pensato di proporvi questo articolo comparativo, con l’obiettivo di guidarvi nella scelta che risulta più confacente alle vostre necessità: dopo averlo letto, prendete pure carta e penna, e scrivete nella vostra letterina con quale console sulle spalle, tra PS4 Pro ed Xbox One X, Babbo Natale dovrà calarsi giù dal caminetto.

La formula di Sony

Sony è stata la prima ad introdurre il concetto di “mid gen“: la sua PRO ha battuto sul tempo la rivale di Redmond, esordendo sul mercato con una console che proponeva le bellezze del 4K e dell’HDR anche ad una platea meno esperta in fatto di nuovi traguardi tecnologici. E ci è riuscita tramite una politica di prezzo molto aggressiva, grazie alla quale l’Ultra HD è entrato nelle case dei videogiocatori ad un costo piuttosto moderato e certamente alla portata della massa. A due anni dall’arrivo di PRO sugli scaffali, la cifra necessaria all’acquisto è scesa ancora di più, rendendo il rapporto qualità/prezzo bilanciato alla perfezione.

Ecco, per tutti quegli utenti che desiderano beneficiare delle potenzialità del 4K e dell’High Dynamic Range senza intaccare eccessivamente i propri risparmi, PlayStation 4 PRO (su Amazon a 314 euro, con inclusa una PSN Card da 20 euro) è la soluzione ideale. C’è da ribadire, comunque, che l’UHD raggiunto dalla console Sony, nella stragrande maggior parte dei casi, non è nativo, ma è ottenuto tramite upscaling, una tecnica che “ingrandisce le immagini” e che genera un certo livello di sfocatura della scena, e che dipende da quanto l’immagine venga scalata per arrivare ai 4K nativi. Un difetto che si fa più evidente quando il pannello della tv supera i 50″ pollici, ma che dipende anche dalla vostra sensibilità: quanto più avete un occhio allenato, tanto più lo noterete. 

Rispetto ad una PS4 classica però, i benefici su un pannello in UHD sono evidenti e la possibilità di godere di alcuni tra i videogame più celebri e premiati di questa generazione nel fulgore dell’altissima risoluzione è uno spettacolo che difficilmente vi lascerà indifferenti. In aggiunta, tramite supersampling, ossia una tecnica molto efficace di antialiasing, anche i giochi a 1080p migliorano rispetto alle versioni base delle piattaforme, ed alcuni titoli vantano modalità grafiche che, pur rinunciando al 4K, permettono di migliorare il frame rate fino a 60fps. Prodigi tecnici come Uncharted 4Horizon: Zero Dawn e God of War, d’altronde, hanno saputo mettere in scena un comparto grafico in grado di dettare nuovi standard per l’industria, amalgamando a dovere la cornice artistica con quella strettamente ludica.

Tra le frecce più acuminate del proprio arco, a tal proposito, Sony possiede alcune esclusive da capogiro, esperienze interattive varie e stratificate, conservative e rivoluzionarie, sempre all’insegna di una qualità con pochi compromessi. Soltanto nel 2018 l’azienda giapponese si è fregiata di produzioni del calibro di Detroit: Become Human, di Marvel’s Spider-Man e del già citato God of War, la strepitosa epopea norrena di Kratos che si è di recente aggiudicata il premio come Game of the Year all’ultima edizione dei The Game Awards, riuscendo persino a sconfiggere il super favorito della serata, Sua Maestà Red Dead Redemption 2. Quelle a marchio PlayStation sono opere che hanno riportato in auge la forza e l’importanza del single player, caratterizzato da storie potenti, rimarchevoli e viscerali. 

La rinascita delle grandi esperienze in singolo, tuttavia, non implica una scarsa attenzione nei riguardi del gioco in rete: l’enorme cura con cui Sony confeziona le proprie esclusive di punta, del resto, ha contribuito a dar vita ad una fan-base decisamente estesa, che popola i mari dell’online con una delle community più grandi del settore. Per mantenere una famiglia così numerosa, è indispensabile accontentare i gusti di tutti: in tal senso, il colosso nipponico vizia i suoi pargoli con un manipolo di servizi in continuo incremento: tra eventi live e prodotti in realtà virtuale, PlayStation 4 si sta trasformando sempre di più in un sistema di intrattenimento a 360 gradi. Ma l’anima ludica è e resterà sempre in primissimo piano. Lo dimostra anche il focus riposto nella selezione dei titoli che, ultimamente, fanno parte della Instant Game Collection per tutti gli abbonati al servizio PlayStation Plus.

Dopo aver spopolato su PlayStation 3, ed al termine di un periodo di rodaggio su PS4, il catalogo mensile si rimpolpa con giochi davvero allettanti, come Mafia 3, Destiny 2, Yakuza Kiwami e Soma, quest’ultimo attualmente disponibile nell’elenco di dicembre. Insomma, la formula di Sony serve in tavola un’offerta ricchissima ad un prezzo piuttosto abbordabile: un menù corposo e sfaccettato, adatto a quel tipo di pubblico che, senza partire alla ricerca dell’impeccabile pulizia visiva, ama cimentarsi in esperienze single player dense ed entusiasmanti, e che – quando decide di tuffarsi tra le onde dell’online – predilige interagire con una delle community più vaste dell’entertainment videoludico. PlayStation 4 Pro si rivolge anche a tutti quei giocatori che, dal futuro, ricercano sicurezza e certezza: ad attenderli troveranno, tra gli altri, titoli come DreamsGhost of TsushimaDeath Stranding e The Last of Us Parte II. Al tramonto del suo ciclo vitale, la console di Sony brilla più che mai.

La ricetta di Microsoft

Seguendo a breve distanza la diretta concorrente, Microsoft ha sfoderato l’arma segreta con la quale ha raggiunto le più alte vette tecnologiche di questa generazione. Xbox One X è un vero gioiello, un hardware di enorme potenza che mostra al pubblico la vera forza del 4K e dell’HDR. L’Ultra HD nativo della console della Grande M è una gioia per gli occhi: se le differenze, sui pannelli di dimensioni ridotte, non sono poi così sostanziali, il margine inizia a farsi molto più significativo sui televisori dotati di un pannello UHD dai 50 pollici in su, sui quali la pulizia dell’immagine tocca traguardi estasianti.

Per i puristi e gli amanti delle ultime conquiste in termini di risoluzione, Xbox One X è una macchina poderosa: il distacco con il 4K ottenuto tramite upscaling si fa quindi abissale non soltanto sulle esclusive, ma anche nei titoli multi-piattaforma, i quali – sempre più spesso – si fregiano della dicitura “Enhanced” per tutti i possessori della console di Redmond. Opere come Shadow of the Tomb RaiderAssassin’s Creed Odyssey e Red Dead Redemption 2 acquistano dunque una nuova veste, più scintillante, appariscente ed ammaliante. Grazie a delle caratteristiche specifiche dell’hardware Microsoft, poi, su alcuni giochi si nota un miglioramento del filtraggio delle texture (anche nei titoli emulati in retrocompabilità): a questo proposito, in virtù della maggiore quantità di RAM è possibile ottenere texture in alta definizione in quelle produzioni che lo prevedono. 

Com’era prevedibile, tanta potenza bruta ha un costo un po’ più alto di quello della rivale (su Amazon ad un prezzo incredibile di 434€, con incluso due capolavori: Fallout 76 -Limited e Red Dead Redemption 2), portandosi comunque in dote prestazioni di livello superiore, che compensano ampiamente la spesa effettuata. La società americana, sul versante dei software, ha intrapreso una strada indirizzata all’allargamento delle possibilità ludiche: un ampliamento dell’offerta che prima ha dato vita alla politica del Play Anywhere, grazie alla quale tutti i titoli a marchio Microsoft possono essere giocati anche su Windows 10 (e viceversa), e che successivamente ha aperto le porte a quella stupenda rivoluzione chiamata Game Pass.

Lo scopo, al pari del servizio EA Access (quest’ultimo disponibile in esclusiva su console) è quello di estendere a dismisura la quantità di opzioni a disposizione del pubblico, dandogli la facoltà di pescare a piene mani in un catalogo che, oltre alle esclusive come Halo 5 e Gears of War 4, contiene tantissimi giochi di terze parti. Il Game Pass è un’intuizione sensazionale, la prova di come la filosofia di Redmond si muova in favore del consumatore: con un abbonamento mensile o annuale, gli utenti possono infatti accedere ad un elenco alquanto nutrito di software, da scaricare in totale libertà fino alla scadenza del servizio. Una libreria digitale (disponibile anche su PC solo per i giochi della collana Play Anywhere) che è già stata ribattezzata il “Netflix dei videogame“, al cui interno figurano prodotti della generazione passata ed attuale, e nel quale rientrano anche le esclusive della Grande M, giocabili senza alcuna limitazione già dal Day One, nelle quali troveranno spazio, ad esempio, Ori and the Will of the Wisps e Crackdown 3.

Nell’impalcatura di Microsoft c’è dunque una grande attenzione verso la solidità delle infrastrutture: chiunque scelga di compiere un viaggio nel regno di Xbox One X troverà ad aspettarlo un ecosistema stabile ed efficiente, magari meno “affollato” per quanto concerne la community, ma con un occhio di riguardo verso la componente online. Non è un caso, infatti, che le tre grosse esclusive del 2018 siano, a loro modo, espressione di diversi modi di giocare in rete: tra le onde di Sea of Thieves, tra le cittadine infette di State of Decay 2 e lungo i sublimi panorami di quel capolavoro di Forza Horizon 4, vige la regola della “condivisione”. Mari, terre e strade in cui gli utenti combattono, cooperano e gareggiano tra di loro.

L’interesse di Microsoft verso simili “servizi”, tuttavia, non deve spaventare quella fascia di pubblico più interessata alle opere in singolo. La nuova politica dell’azienda ha portato all’acquisizione di vari team interni, tra cui Ninja Theory, Obsidian e InXile Entertainment, al fine di allargare le produzioni in esclusiva che rimpolperanno la line up della console. Optare per Microsoft, ora come ora, è un investimento verso il futuro: fornire il proprio supporto ad un colosso che sta attuando delle eccellenti strategie sul lungo termine e che ha già dimostrato, con le sue idee, di poter suggerire nuovi modi di intendere il gaming su console. Xbox One X è insomma la piattaforma perfetta per tutti gli amanti della potenza tecnica e visiva, per i giocatori che non temono il sopravvento della distribuzione digitale su quella retail, e che si avventurano verso il 2019 con la speranza che il verde della Grande M divenga il colore predominante.

Conclusione

Sony e Microsoft propongono al pubblico due portate ben diverse ma ugualmente sostanziose, ciascuna con un gusto tutto personale: la scelta tra le due offerte è legata quindi alle vostre esigenze di videogiocatori. L’ideale, ovviamente, sarebbe quello di affiancare i due sistemi di gioco, nei limiti delle disponibilità economiche dei singoli, così da trarre il massimo dagli ecosistemi interattivi a marchio PlayStation ed Xbox, tutto a beneficio della varietà e della completezza. Che decidiate di scegliere la PS4 PRO o l’Xbox One X, in ogni caso, i vostri appetiti saranno sicuramente saziati, ed il Natale videoludico si rivelerà pienamente appagante.