Blizzard Overwatch esports

Ellie, la giocatrice ritirata da una competizione di Overwatch perché maltrattata dai suoi colleghi uomini, era in realtà un falso.

Sia l’account social e che quello di gioco, in realtà, nascondevano un giocatore nord americano di fascia alta, tal Punisher, che ha giustificato il suo gesto con la scusa più abusata del mondo, ossia quella dell’esperimento sociale.

Del resto vedere dei giocatori professionisti fare scherzi simili fa capire quanto ancora sia infantile la scena eSport. Dall’intera vicenda, oltre a una grande figuraccia per la stampa, ne è nata anche una polemica proprio sulla facilità con cui questo account fake è riuscito a essere ammesso a una competizione ufficiale, polemica che ha costretto Blizzard a intervenire ufficialmente.

Un portavoce di Blizzard ha dichiarato che dopo un’attenta indagine è stato verificato che quello di Ellie era un account smurf (giocatori molto forti che creano nuovi account per tormentare i giocatori alle prime armi ndr). Blizzard ha dichiarato di fare verifiche costanti e approfondite dell’identità degli account dei giocatori professionisti. Ellie è sfuggita perché il suo account non è mai stato iscritto ufficialmente al roster di Second Wind e non ha mai giocato un match Contenders, quindi il processo di verifica non è mai iniziato. Insomma, è una storia che non ha coinvolto direttamente Blizzard in alcun modo.